Rossella è dimenticata il governo tace « Liberatela »

IL SEQUESTRO Da quattro mesi nelle mani dei terroristi islamici ma le autorità italiane non danno notizie: in Comune un ordine del giorno dell’Idv per rompere il silenzio e cercare solidarietà.

Nelle stanze dei bottoni Rossella Urru è un ostaggio dimenticato. In tutta Italia si moltiplicano le iniziative per sollecitare una soluzione rapida al sequestro della cooperante internazionale di Samugheo, dal 23 ottobre 2011 in mano a una banda di terroristi islamici: ieri al Consiglio comunale di Cagliari è stato presentato un Ordine del giorno per «Rossella Urru libera», firmato dai consiglieri dell’Idv, Giovanni Dore e Ferdinando Secchi.

Questo mentre le fonti diplomatiche italiane tacciono su tutti i fronti. Rossella Urru, rappresentante del Cisp (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli) è stata rapita la notte tra il 22 e 23 ottobre 2011 in un campo Sahrawi, nel sud ovest dell’Algeria, insieme con due cooperanti spagnoli, Ainhoa Fernandez de Rincon dell’Associazione amici del popolo Sahrawi ed Enric Gonyalons, dell’organizzazione Mundobat. un commando armato ha fato irruzione nel campo ed scappato con i tre ostaggi.

Da allora le notizie sulla loro sorte sono frammentarie e spesso difficili da verificare. Si sa che i tre operatori umanitari sono vivi: i primi giorni di dicembre i sequestratori hanno fatto pervenire un video con gli ostaggi ai due governi italiano e spagnolo. Si sa anche il nucleo di terroristi si firma come “Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya (Movimento unito per la Jihad nell’Africa occidentale)” e che si tratterebbe di una scheggia impazzita di Al Qaeda per il Maghreb. Non si sa in quale Paese siano tenuti prigionieri gli ostaggi, quali siano le richieste dei sequestratori, e a che punto siano le trattative con i terroristi per ottenere la liberazione di Rossella Urru e dei due colleghi spagnoli. Ieri il ministro degli Affari esteri, Giulio Terzi, ha tenuto un’au – dizione con le due Commissioni esteri di Camera e Senato per fare il punto della situazione nell’area Mediterranea dopo i fatti della “P r i m avera araba”, e non una sola parola è stata spesa per l’ostaggio Rossella Urru. Il ministro ha puntualmente riferito dei programmi di investimento economico che l’Italia sta portando avanti con Egitto, Tunisia, Libia e gli altri Paesi del Nord Africa, ma non ha fatto cenno al sequestro Urru.

SOLIDARIETÀ Davanti a tanto silenzio del Governo, giustificato con la prudenza di tenere segrete le trattative per non pregiudicare l’incolumità degli ostaggi, in tutta l’Italia si accavallano le iniziative di solidarietà con cui viene richiesta la liberazione di Rossella Urru. Nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Milano, che il 26 gennaio aveva approvato all’unanimità una mozione per la liberazione della cooperante italiana e degli altri due volontari spagnoli rapiti in Algeria, ha esposto sulla facciata di Palazzo Marino (sede del Comune) uno striscione con la foto della ragazza di Samugheo e la scritta: «Rossella Urru Libera».

Analoga iniziativa è stata presa a Bologna e a Roma, dove il consigliere comunale Gemma Azuni ha presentato una mozione per chiedere la liberazione di Rossella. Il documento è stato approvato all’u n a n imità. Solidarietà arriva anche dal Consiglio provinciale di Roma: qui proprio ieri il consigliere di Sel Gianluca Peciola, ha proposto con un’apposita mozione , di esporre le gigantografie di Rossella Urru e Giovanni Lo Porto (cooperante palermitano rapito in Pakistan) sulla facciata di Palazzo Valentini. «Sui due drammatici rapimenti dei cooperanti italiani Rossella Urru e Giovanni Lo Porto c’è un evidente disinteresse dei media e della politica », dichiara Peciola, «e fino a questo momento sono state deboli le mobilitazioni e le attività delle Istituzioni nazionali e locali per arrivare alla loro liberazione.»

da SARDEGNA QUOTIDIANO (V. G.)

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