Due o tre cose sull’ IDV. Con sincerità.

In tanti mi hanno chiesto che cosa ne pensavo dell’inchiesta di Report, di Di Pietro e del futuro dell’IDV. Qui trovate tutte le risposte e quello che realmente penso:
un’intervista rilasciata il 9/11/2012 a CagliarIpad e la lettera con la quale, in data odierna, ho rimesso il mio mandato da Responsabile cittadino del partito, chiedendo la celebrazione del congresso ed auspicando un serio rinnovamento di organismi ed eletti e delle scelte politiche in linea con le sfide future.

Buona lettura (per chi ne ha voglia ! )

 

Cagliari, li 19 novembre 2012

Al Presidente del Partito Antonio Di Pietro

Al Responsabile nazionale dell’Organizzazione Ivan Rota

Al responsabile nazionale degli Enti Locali Ignazio Messina

Al Segretario regionale Federico Palomba e al coordinamento regionale

Al Coordinatore provinciale Giulio Lobina ed al coordinamento provinciale

A tutti gli iscritti di Cagliari

Cari amici,

è’ un momento molto difficile per tutto il popolo italiano a causa della crisi economica, della situazione politica e del decadimento dei valori morali della società e di tutte le istituzioni.

Di tale situazione ci rendiamo conto, in maniera drammatica, anche alla luce degli eventi accaduti negli ultimi tempi. Non passa giorno, infatti, che non venga aperta un inchiesta di malversazione, corruzione, appropriazione indebita di risorse pubbliche e private. In alcune di queste vicende, purtroppo, sono rimasti coinvolti anche alcuni dirigenti ed eletti del ns. partito, così causando reale discredito a tutti gli iscritti e riducendo notevolmente il consenso elettorale del partito che era – ricordiamocelo bene – principalmente basato sul fatto che potessimo rappresentare, meglio di tutti gli altri, la difesa dei valori, delle istituzioni democratiche e dei principi di etica, legalità e giustizia e non piuttosto sulla proposta politica generale che è stata, talora, frammentaria e poco intellegibile e, talaltra, eccessivamente protestataria.

Non mi dilungo, in questa sede, sul futuro del ns. partito e le proposte politiche (allego però una mia recente intervista dove esprimo, in maniera sintetica, alcuni concetti), ma mi limito ad augurarmi che, tutti insieme, si riesca a ripartire in modo efficace e coerente con lo spirito originario del “movimento” che entusiasmò tanti di noi, cogliendo però le importanti sfide future che si inseriscono nell’attuale contesto politico.

Esprimo inoltre, alcune semplici considerazioni che mi paiono condivise (almeno a parole) da tutti coloro che si sono espressi negli ultimi tempi. Poichè il 15 dicembre, con l’assemblea di Roma, si concluderà un ciclo importante per il partito, mi auguro che, subito dopo, i vari organismi vengano rinnovati e che analoga prospettiva si apra per le cariche elettive delle prossime tornate elettorali.

Contestualmente auspico che il partito rinnovi gli statuti ed il codice etico che, invero, si sono rivelati piuttosto lacunosi e che gli organismi di partito vengano riavvicinati non solo agli iscritti, ma soprattutto alla cittadinanza ed gli elettori, che sono capaci di trasmettere una prospettiva ben diversa da quella che si “respira” nelle stanze “chiuse” degli organismi spesso autoreferenziali.

Personalmente ho guidato il partito in città per oltre due anni e mezzo, ben coadiuvato da alcuni iscritti, con i quali ci siamo prodigati per creare una solida coalizione con tutto il centrosinistra ed affrontare una difficile competizione elettorale, al termine della quale, oltre ad aver contrubuito all’elezione del Sindaco abbiamo eletto, per la prima volta, due consiglieri comunali (tra i quali ho avuto la fortuna di essere il più votato) ed ottenuto la nomina nella nuova Giunta di un ns. storico dirigente, da tutti stimato come persona competente e galantuomo, quale assessore ai servizi tecnologici.

Abbiamo raccolto (e autenticato) migliaia di firme per numerosi referendum e proposte di legge di iniziativa popolare, nonostante il sole cocente, il vento impetuoso e la pioggia sferzante e, talora, l’indifferenza (o la diffidenza) del pubblico. Abbiamo infine partecipato e organizzato numerose iniziative e dibattiti in città. Non so se il bilancio possa essere positivo o meno, ma posso assicurare di essermi impegnato a fondo.

Attualmente l’attività di consigliere comunale e quella di avvocato, che continuo a svolgere con non poche difficoltà, mi impegnano in maniera assorbente e la contestualità del doppio ruolo di capogruppo consiliare e di responsabile cittadino è opportuno che venga a cessare, essendo tra l’altro il coordinamento da me diretto ormai scaduto da oltre 4 mesi.

E’ dunque auspicabile che venga indetto un nuovo congresso per gli iscritti di Cagliari, in modo da favorire il rinnovamento, l’entusiasmo (ed anche il maggiore tempo libero) che i relativi incarichi portano in dote ai nuovi eletti (ove le scelte siano ben riposte). Ritengo quindi che il congresso possa svolgersi entro la fine dell’anno nella prima data utile, al di fuori degli appuntamenti ufficiali già fissati (26 novembre riunione regionale di dirigenti ed eletti col presidente Di Pietro e 15 dicembre, appunto, l’assemblea degli iscritti a Roma) e che tale data ritengo possa essere il pomeriggio del 21 dicembre p.v.

Per una buona partecipazione al congresso è opportuno che vi sia una ampio coinvolgimento della base e l’estensione del voto attivo e passivo a tutti gli iscritti quantomeno fino alla data del 30 di ottobre u.s., considerato che le iscrizioni avvenute negli ultimi tempi sono state verificate come assolutamente “spontanee” e senza finalità congressuali.

Preciso infine che non designerò alcun sucessore e che mi auguro che quest’ultimo, così come i componenti del nuovo coordinamento, vengano scelti esclusivamente sulla base delle rispettive credenziali personali e politiche a seguito di un ampio dibattito che verrà svolto in apposite riunioni “aperte” a tutti (come sempre è avvenuo in questi anni).

Nell’attesa, invio cordiali saluti a tutti.

Giovanni Dore (Responsabile cittadino di Cagliari)

***

9 Novembre 2012 ore 08:49

CRISI IDV / Da Cagliari: “Nel partito c’è un lato oscuro. Ma ora via al rinnovamento”

“Inchiesta fuorviante, ma da Di Pietro vogliamo più chiarezza”. Idv in città non ci sta. Attacca la trasmissione di Rai 3. Ma auspica un rilancio in chiave più moderna, progressista e tutta all’insegna del rinnovamento. Non sono piaciuti i “non ricordo” e “non c’ero”. Tutta la gestione del partito va rivista, spalancando le porte delle troppe “segrete stanze” e allontanando gli “amministratori incapaci e inaffidabili” e i “baroni delle tessere”.

I gruppi cagliaritani sembrano avere le idee molto chiare.

“Ne abbiamo discusso diffusamente in una riunione molto partecipata lunedì sera”, spiega Giovanni Dore, capogruppo Idv in consiglio comunale a Cagliari, “abbiamo infine votato un documento comune che verrà diffuso a tutti gli organi in vista delle prossime riunioni provinciali, regionali e nazionali. In tanti abbiamo lamentato come si siano prese sottogamba le interviste di Report da Di Pietro e da tutti i dirigenti intervistati.

A domande delicate si debbono dare precise risposte e non trincerarsi dietro frasi del tipo “siamo stati già vagliati dalla magistratura”, “non ricordo”, “forse non c’ero”. Il Paese guarda ad un partito che fa dei “valori” e della “giustizia” il proprio vessillo ed al proprio leader con molta più attenzione ed intransigenza rispetto ad altri e pertanto era necessario un altro atteggiamento davanti alle telecamere. Ciò non toglie che l’inchiesta di Report si sia dimostrata insolitamente fuorviante per quanto riguarda la gestione dei fondi pubblici da parte del partito a livello nazionale”.

Cioè?

Mi spiego, i conti del partito sono stati vagliati dalla magistratura a seguito delle denunce di supposte malversazioni da parte dei vari Veltri e C. e nessuno ha ritenuto che vi siano state appropriazioni indebite o distrazione di fondi. Al contrario (è qui il fatto mi pare vergognoso sotto il profilo giornalistico) nel servizio non è stata fatta menzione delle condanne per diffamazione a carico di Veltri e Di Domenico ottenute da Di Pietro per gli stessi fatti che la giornalista di Report ha “spacciato” come novità piccanti. Infine (giocando sull’idea di un utilizzo personalistico delle casse del partito) Di Pietro è stato fatto passare per un “insaziabile” immobiliarista con ben 55 (o 56) immobili che, nell’immaginario, sono stati “spacciati” per appartamenti. La suggestione è stata “choccante” per tutti, noi militanti compresi. Salvo poi risultare che, complessivamente, tutta la famiglia Di Pietro è proprietaria di 10 case, tra le quali, ben 5 di proprietà esclusiva della moglie Di Pietro (che appartiene ad una agiata famiglia di liberi professionisti essendo anch’essa avvocato), una azienda agricola a Montenero di Bisaccia derivante dall’eredità paterna e solo una proprietà per ciascuno dei 3 figli.

Che idea vi siete fatti della gestione di Idv a livello nazionale?

In tanti hanno storto il naso per la gestione del partito. E’ questo il lato “oscuro” che lo choc dell’inchiesta di Report ha messo a nudo. Numerosi amministratori, spesso ingordi, talora incapaci, molte volte infedeli o inaffidabili sul piano politico. I tanti casi Maruccio (credo ne scoppieranno in varie parti d’Italia sulla gestione dei fondi regionali), al netto di quelle che saranno gli effettivi sviluppi giudiziari, mostrano che il partito era in profonda sofferenza, sebbene in pochi ne percepissero la gravità. E così gli organismi del partito, anche a livello locale, si sono talora trasformati in “segrete stanze” dove, di fatto, tanti provavano a far carriera con un obiettivo unico: finire in Parlamento grazie al Porcellum. Così spesso gli idealisti o le persone più generose si sono allontanate dal partito.

Da militante che idea ti sei fatto?

Per me lo choc sarà salutare, a condizione che tutti, in primis Di Pietro, affrontino i problemi di petto e senza paura, altrimenti meglio “chiudere bottega”. Abbiamo la possibilità di rinnovarci realmente, tagliare i rami secchi, gli incapaci e i vecchi “baroni” delle tessere. Dobbiamo ripartire di slancio, per prima cosa lanciando una grande campagna sui valori e sulle idee progressiste, democratiche e di giustizia sociale che mancano in questo Paese da troppo tempo. Dobbiamo avere il coraggio di cogliere le sfide positive del “grillismo”: selezionare i candidati delle prossime elezioni attraverso un meccanismo aperto, trasparente e democratico che si chiama primarie, anche on line. E contestualmente, imporre anche un limite al numero di mandati complessivi all’interno delle istituzioni. Successivamente occorre riscrivere gli statuti (veramente deficitari sotto vari profili) e andare immediatamente a rinnovare tutti gli organi del partito.

da CAGLIARIPAD

(2143)

4 thoughts on “Due o tre cose sull’ IDV. Con sincerità.

  1. condivido appieno il tuo ragionamento riassuntivo dei fatti ,delle perplessità e dei dubbi suscitati,non che delle soluzioni da adottare in fasi congressuali o liste elettorali innovative e imparziali.

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