Spese per lo stadio, i dubbi del Pdl.

Le critiche del consigliere Tocco. Dore (Idv): «A Trieste un regalo alla Juve»

«Il comune di Cagliari ha speso circa 200 mila euro per la messa a norma dello stadio, sulla base delle indicazioni della Federazione Calcio che, così, avrebbe confermato l’agibilità della struttura. Rilevato che se lo stadio è nelle condizioni tali da essere considerato agibile per le partite di campionato, non si comprende perché la squadra non possa giocare al Sant’Elia».
È l’interrogazione che il consigliere comunale del Pdl, Edoardo Tocco, rivolgerà oggi al sindaco Massimo Zedda. L’esponente di centrodestra, infatti, vuole sapere per quale motivo i tifosi debbano subire un ulteriore affronto: «Vorrei capire se non vi siano altre motivazioni che la città non conosce e che deve sapere, per cui il Cagliari calcio giocherà in altra sede le partite del prossimo campionato e quando, nello stadio, verranno smantellate le tribune». Poi conclude in aperta polemica col primo cittadino del capoluogo: «Vorrei conoscere, inoltre, dal primo cittadino il perché di una spesa esosa che, a questo punto appare oltremodo insensata e che, vista l’evoluzione delle scelte, avrebbero potuto avere ben altra destinazione. Inoltre – conclude – mi appello al presidente Cellino affinché possa rivedere la propria posizione di voler giocare le partite interne di serie A, fuori dalla città».

L’IDV Ma le polemiche sono alimentate anche dai partiti della coalizione più forte in Consiglio. In particolare per il centrosinistra ieri è intervenuto l’esponente dell’Idv, Giovanni Dore, che su Facebook ha pubblicato una frase che fa capire tutta la sua delusione per la scelta della società rossoblù di andare a Trieste: «Mi ricordate – scrive sulla sua pagina del social network il consigliere comunale – in quale altro campionato sportivo è mai accaduto che una squadra abbandoni i propri tifosi per andare a regalare punti a 1300 chilometri dalla propria città?».
Secondo Dore questo è il calcio moderno: «Una squadra della propria città – dice poi Dore commentando la sua frase scritta su Facebook – in barba alla regolarità del campionato, gioca le ultime gare lontane da casa sua. Tutto questo mentre l’amministrazione comunale sta spendendo soldi per rimediare, almeno parzialmente, alle mancanze dello stadio Sant’Elia». Soldi che ormai potrebbero essere spesi inutilmente, e di questi tempi non è certo una cosa che farebbe piacere ai cittadini. E questo farebbe pesare ancora di più la scelta del Cagliari calcio. «A tutti i cagliaritani e più in generale ai sardi – conclude Dore – è stata tolta la possibilità di assistere a una partita che avevano il diritto di vedere».

da L’UNIONE SARDA (p.c.c.)

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