Guerra al lavoro nero.

Mozione: concessione revocata a chi viola i patti – Il 66 per cento delle aziende commette piccole irregolarità.

Lavoro nero, l’allarme è nei dati: il 66 per cento delle aziende in città non rispetta le regole a tutela dei dipendenti. La Direzione regionale del lavoro, in un’indagine fatta due anni fa sulle attività dai contorni opachi – «situazione oggi identica», stima Carmelo Farci, da quattro mesi segretario della Camera del lavoro di Cagliari – ha individuato 1.863 aziende e 6.807 lavoratori irregolari (su 2.825 ispezioni) e più 863 operai (il 13 per cento) senza contratto. Per rilanciare l’attenzione sul fenomeno del lavoro illegale in città, i consiglieri comunali Enrico Lobina (Federazione della Sinistra) e Giovanni Dore (Sardegna Pulita) hanno presentato un’interrogazione («Difendiamo i lavoratori e gli imprenditori onesti, basta con il lavoro nero negli spazi dati in concessione») e, con i capigruppo Davide Carta (Pd) e Sergio Mascia (Sel), una mozione per l’«introduzione di clausole sociali nelle concessioni operate dal Comune» e il lancio di una «campagna informativa contro il lavoro nero». PROTOCOLLO Il presupposto che richiama l’attenzione sul lavoro nero è il “Protocollo d’intesa in materia di appalti pubblici” firmato nel novembre 2011 dalla Direzione territoriale del lavoro, poi dall’Inps, Provincia di Cagliari e del Medio Campidano, Confcooperative, Legacoop, Cgil e dalla Cisl. REGOLE Il Comune di Cagliari (delibera del settembre 2012) ha poi recepito i contenuti dell’intesa che stabilisce e pretende l’applicazione di un codice di comportamento chiaro. I più importanti: utilizzare appaltatori che applichino quanto previsto dagli accordi di settore «verificando costantemente la regolarità contributiva e retributiva nei confronti del personale impiegato»; la sottoscrizione di clausole di rescissione contrattuale «in caso di violazione degli obblighi normativi e contrattuali in materia di regolarità e sicurezza delle condizioni di lavoro». Privilegiare poi il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa e «contenere il peso dell’elemento prezzo nei limiti del 50 per cento», far valere i requisiti di «capacità tecnica ed economica di accesso alla gara», per «dimostrare la presenza di adeguate capacità tecnico-professionali nelle imprese». Tra gli altri punti da considerare: il costo del lavoro «in rapporto al personale impiegato», le «spese per la sicurezza sul lavoro» e la verifica della «congruità economica dell’importo a base d’asta e dell’offerta di gara».LA RICHIESTA I firmatari della mozione chiariscono che «è intendimento dell’amministrazione comunale eliminare l’uso di manodopera in condizioni illegali in nero da parte di soggetti titolari di concessioni comunali» ma c’è anche la «ragionevole convinzione che questo tipo di manodopera venga utilizzata». Come intervenire? La proposta: «Prevedere un sistema di sanzioni per i soggetti beneficiari di concessioni demaniali che non osservino le norme relative al loro rapporto con i loro dipendenti». Al sindaco e alla Giunta viene chiesto di «emanare norme specifiche» e di «attribuire una specifica competenza a una struttura dell’Amministrazione per un controllo immediato, e poi periodico, del rispetto delle norme sulla tutela dei rapporti e delle condizioni di lavoro». Chiesta anche una campagna informativa e la «revoca delle concessioni nei casi di abituale violazione delle disposizioni sulla tutela dei lavoratori, ammettendo una regolarizzazione in proposito solo nei casi di minime infrazioni».
da L’UNIONE SARDA (Pietro Picciau)

>>> testo mozione “CAMPAGNA INFORMATIVA CONTRO  IL LAVORO NERO” (leggi)

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2 thoughts on “Guerra al lavoro nero.

  1. CONSIGLIO. Approvate le mozioni sulla mobilità e contro il lavoro nero.

    Trattative sullo stadio Stadio Sant’Elia e visita in Municipio di emissari di società americane. Rispondendo a un’interrogazione in Consiglio di Giuseppe Farris, il sindaco Massimo Zedda ha detto di «non conoscere i nomi delle società interessate alla trattativa per la riqualificazione dell’impianto». La precisazione: «Chi mi ha incontrato aveva una conoscenza approfondita di quel che intendiamo fare. Un elemento di discussione è stata la richiesta di un chiarimento sulla nostra contrarietà a creare attorno allo stadio una città mercato ma di avere altri insediamenti di tipo commerciale-turistico. Si sono impegnati a fornire un progetto dettagliato ». Zedda ha poi sottolineato: «Non so chi siano i gruppi che stanno dietro chi ha chiesto informazioni all’aministrzione ». Dopo la presentazione dell’ordine del giorno di Claudio Cugusi (appello al sindaco, «di concerto con tutti i sindaci d’Italia, a farsi portavoce presso il Governo e il Parlamento di una forte azione per la stabilizzazione dei vigili del fuoco discontinui» mediante la «costituzione di una graduatoria di anzianità »), l’Aula ha discusso due importanti mozioni: gli interventi e le iniziative per favorire la mobilità sostenibile nel territorio comunale (presentata da Guido Portoghese, presidente della Commissione trasporti) e l’introduzione di clausole sociali nelle concessioni operate dal Comune e per il lancio di una campagna informativa contro il lavoro nero (firmatari Enrico Lobina, Giovanni Dore, Sergio Mascia e Davide Carta). La prima mozione è stata approvata con 26 voti su 28 consiglieri presenti, la seconda con 20 voti favorevoli, 9 contrari e 4 astenuti. Portoghese ha presentato l’indagine svolta dall’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile in Italia realizzata dall’Associazione Euromobility sulle principali 50 città italiane. «In questa graduatoria Cagliari occupa il sedicesimo posto ma si piazza al primo posto tra i Comuni del centro-sud». La statistica considera anche diverse «eccellenze della città in termini di servizio di trasporto pubblico offerto» e Cagliari è «al secondo posto dietro solo a Milano». Estensione di aree pedonali: «La nostra città è terza dietro Venezia e Firenze, e ottiene ottimi risultati sui parcheggi di intersacambio e il numero di passeggeri trasportati con il servizio pubblico». Portoghese ha quindi chiesto che sindaco e Giunta si impegnino a «individuare una figura che possa svolgere il ruolo di Mobility manager che coordini gli interventi sulla mobilità e sviluppi un piano di comunicazione che incida sulle abitudini e gli stili di vita dei cittadini ». Appassionato l’intervento di Enrico Lobina: «Chiedo al sindaco e alla Giunta di impegnarsi a disporre la revoca delle concessioni nei casi di abituale violazione delle disposizioni sulla tutela dei lavoratori, ammettendo una regolarizzazione solo nei casi di minime infrazioni».

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