Alt al nuovo insediamento commerciale di Via dei Tigli: C’è il divieto della nuova legge casa.

di Giovanni Dore.

La proposta di piano integrato per la realizzazione di nuovi volumi commerciali in Via dei Tigli a Cagliari-Pirri sta coinvolgendo l’opinione pubblica sul problema della necessità di limitare la realizzazione di nuovi centri commerciali in città.

Checchè se ne dica, la normativa comunitaria di fatto sancisce la impossibilità di calmierare il settore del commercio, in ossequio al principio della libera concorrenza. L’unica possibilità che resta ai comuni è quella della (corretta) pianificazione urbanistica.

Infatti alla proposta dei privati che prevedeva l’accorpamento delle volumetrie possibili in un unico lotto con un consistente incremento rispetto alle previsioni del puc, aveva risposto l’attuale maggioranza con un emendamento dei colleghi Scano e Portoghese che, correttamente, pretendevano che l’indice di cubatura ed i (tre) volumi rimanessero quelli originari, già consentiti dal PUC ed utilizzabili (senza possibilità di veto) dai proprietari delle aree.

 Il piano proposto prevede però una variante, consistente dell’eliminazione della viabilità prevista dal PUC ( peraltro, di fatto, irrealizzabile e poco utile). Variante che, alla data della proposta di deliberazione (30.3.2015), era liberamente votabile dal consiglio comunale.

 Oggi però, la legge casa n.8, entrata in vigore di recente, ha previsto una norma molto stringente (l’art.18) che vieta ai comuni che non abbiano ancora adeguato il puc al ppr di adottare varianti ai piani urbanistici, a meno che non comportino il ripristino delle destinazioni agricole oppure siano connese alla realizzazione di opere pubbliche o di preminente interesse regionale.

A questo punto – a prescindere da tutte le considerazioni di carattere commerciale (giuridicamente non utilizzabili) la volontà (o meno) di votare favorevolemente a questa delibera è impedita da una disposizione di legge fino a che il PUC di Cagliari non sarà adeguato al PPR.

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Intervento “Via dei Tigli, Centro commerciale” – Giovanni Dore

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3 thoughts on “Alt al nuovo insediamento commerciale di Via dei Tigli: C’è il divieto della nuova legge casa.

  1. Stop del Comune all’area commerciale: serve il parere della Regione.

    Il nuovo Piano casa blocca il centro commerciale di via dei Tigli, almeno per il momento. La Giunta Zedda, in mancanza dell’adeguamento del Puc al Ppr, chiede l’intervento della Regione prima di dare il via libera definitivo all’intervento che prevede la realizzazione di un’area commerciale a Pirri, divisa in tre strutture. “La nuova legge sul Piano casa – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, Paolo Frau – nega ai Comuni che non abbiano ancora adeguato il Puc al Ppr di adottare varianti ai piani urbanistici. Si tratta di una variante di scarsa rilevanza che interviene su un lotto destinato alla viabilità, ma serve un parere della Regione prima di votare la richiesta dei privati”. La sospensione della pratica accende gli animi dell’opposizione. “Questa è una figuraccia dell’amministrazione – ha detto Anselmo Piras, Nuovo Centro Destra – e del dirigente che solo due settimane fa aveva espresso parere positivo nonostante il dubbio posto in commissione. Chiedo al sindaco e all’assessore di prendere dei provvedimenti nei confronti del dirigente perché ormai nel settore dell’urbanistica tutto è possibile”. “La volontà di votare favorevolmente questa delibera – ha sottolineato il consigliere di Sardegna Pulita, Giovanni Dore, che per primo aveva espresso il dubbio – è impedita da una disposizione di legge fino a che il Puc di Cagliari non sarà adeguato al Ppr. Trovo giusto sospendere la richiesta in attesa del parere regionale”.

  2. Nuova frenata sul centro commerciale di Via dei Tigli.
    CONSIGLIO COMUNALE. L’assessore sospende la delibera: occorre parlare con la Regione.
    È uno sterrato, un budello in terra battuta. Eppure, in via degli Ippocastani si è fermata, almeno per il momento, la corsa della struttura che dovrebbe sorgere in via dei Tigli, a fianco all’asse mediano. Quella struttura, proposta dagli “Eredi Frau e Vadilonga Marcella”, che, secondo i critici, è un centro commerciale, sia pure diviso in tre lotti. A sancire la frenata è stato l’assessore all’Urbanistica Paolo Frau che, ieri in Consiglio comunale, ha annunciato la sospensione della delibera che contiene la variante urbanistica necessaria. «Prima di portarla in aula», spiega Frau, «occorre un’interlocuzione con la Regione».
    Un tavolo che dovrà risolvere proprio la “questione via degli Ippocastani”. Quella strada è all’interno della lottizzazione nella quale deve sorgere la struttura. «Ma», ha spiegato in aula l’assessore, «è una strada nata da un errore fatto nel disegno del piano urbanistico». Quella strada è chiusa sui due lati, quindi potrebbe anche sparire ufficialmente. Ma c’è un ostacolo burocratico: in passato, la cancellazione sarebbe potuto arrivare con un semplice atto amministrativo del Comune. Il “piano casa” approvato, in primavera, dalla Regione, ha introdotto una novità: è vietata qualunque variante urbanistica prima che un Comune abbia adeguato il proprio piano urbanistico al piano paesaggistico regionale. Il confronto con viale Trento serve proprio a capire se la cancellazione di quella strada rappresenta o meno una variante.
    Sembra una disquisizione da esperti di pandette. Eppure, ieri, il presidente del Consiglio Ninni Depau si è ritrovato ad accettare un dibattito che lui stesso ha definito “irrituale”. Dai banchi dell’opposizione Roberto Porrà (Riformatori) e Anselmo Piras (Ancora per Cagliari) hanno attaccato la decisione. «In queste due settimane c’è stato il tempo per risolvere il problema». Decisione che, invece, ha convinto Giovanni Dore (Sardegna Pulita) e Giuseppe Andreozzi (Rossomori).

  3. Cagliari, il Comune congela la nuova area commerciale. “Necessari lumi dalla Regione”

    Il Piano Casa regionale potrebbe bloccare la nascita dei tre lotti in via dei Tigli. Il capoluogo sardo è tra i centri che non ha ancora adeguato il Puc al Ppr. La Giunta Zedda scrive alla Regione per cercare di avere chiarimenti.
    CAGLIARI – Stop al progetto per un nuovo insediamento commerciale nell’area che dà su via dei Tigli. Con il Comune che farà finire nella buca delle lettere dell’assessorato regionale all’Urbanisitca una lettera per ottenere un parere, possibilmente definitivo, in merito al destino della richiesta dei privati proprietari di tre lotti a ridosso della rotatoria interessata dai lavori per tirare su una nuova rampa di collegamento all’Asse. Il capoluogo sardo è tra le città che non ha ancora adeguato il Puc al Ppr: e il Piano Casa della Regione vieta, in questi casi, varianti ai piani urbanistici. Così, la richiesta di realizzazione di cubature da destinare a “grossa struttura di vendita”, formulata dagli eredi Frau e Marcella Vadilonga, torna a tempo indeterminato dentro i cassetti.

    “La pratica è stata istruita dagli uffici, a suo tempo, sulla base della normativa attualmente vigente, poi però è intervenuta la Regione con il Piano Casa, che nega la possibilità di procedere a varianti urbanistiche, da parte delle amministrazioni comunali, in assenza dell’adeguamento del Puc al Ppr”, spiega l’assessore comunale all’Urbanistica, Paolo Frau, “in origine nell’area interessata doveva sorgere una nuova via (degli Ippocastani, ndr), ma ci sono blocchi in entrambe le direzioni viarie. Serve interloquire con gli uffici regionali per capire se la variante sia o meno fattibile. Meglio sospendere l’esame della pratica”, conclude l’esponente della Giunta Zedda.

    Concorde il presidente dell’Aula, Ninni Depau, così come il capogruppo di Sardegna Pulita, Giovanni Dore: “Dubbio legittimo, la normativa regionale è stringente, no a varianti a meno che non comportino il ripristino di destinazione agricole o siano connesse a realizzazione di opere pubblice di interesse regionale. A prescindere da tutte le considerazioni, la volontà o meno di votare favorevolmente alla delibera è impedita da una disposizione di legge”. Andrea Scano (Pd), presidente della commissione Urbanistica, è netto: “Meglio fermarsi un attimo per chiarire tutti gli aspetti con la Regione, se dovesse darci l’ok manterremo la possibilità che la delibera vada avanti con l’emendamento che prevede una soglia massima di superfici”.

    Una visione differente arriva da Roberto Porrà (Psd’Az): “In due settimane c’è stato il tempo di ottenere interlocuzioni, si tratta di un piano integrato, i privati volevano costruire una vasca pubblica per la limitazione dei rischi idrogeologici nell’area di Pirri. Era meglio non rinviare la discussione”. Un plauso al congelamento della pratica arriva da Pierluigi Mannino (Patto per Cagliari): “Ho sollevato per primo il problema, adesso sembrano saltare fuori anche altre grane. Attendiamo la risposta della Regione, fermo restando che per un intervento simile serve imbastire un ragionamento anche di carattere commerciale. La città è unica e tutte le zone devono crescere in modo uniforme. Serve una presa di coscienza del legislatore, Europa in testa”.

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