Gettoni facili, meno impegno o demagogia ?

di Giovanni Dore.

Partiamo da una premessa. I Consiglieri comunali hanno una indennità assai modesta e commisurata esclusivamente alla presenza in aula o in Commisione (stiamo parlando di una cifra lorda che, al massimo può arrivare a € 1.400 euro al mese che, al netto delle tasse, spesso si riduce alla metà. Chi parla di 2/300 euro al mese però non dice la verità).

Fattostà che, maggioranza ed opposizione hanno deciso di ridurre il tempo (obbligatorio) di permanenza in aula sotto un duplice profilo, per il tempo complessivo di ogni seduta (metà anzichè 2/3) e per quello di svolgimento delle interrogazioni che saranno “fuori” dall’orario di inizio della seduta per c.ca mezz’ora (anche in questo caso qualcuno è arrivato ad affermare il contrario !).

Io ho proposto un emendamento per ripristinare la durata complessiva dei 2/3 e sono stato duramente contestato soprattutto dagli esponenti del PDL, del PD, dell’UDC e dei Socialisti ed il mio emendamento ha ricevuto il voto favorevole solo di Ferdinando Secchi e di Paolo Casu. Tutti gli altri contrari o astenuti.

Naturalmente le poche volte in cui si era parlato in Commissione Statuto del possibile taglio (richiesto, in particolare, da alcuni colleghi del PDL) la questione era stata accantonata per manifesta “inutilità“. E chi avrà voglia di vedersi i vari verbali delle decine di sedute passate per rivedere il regolamento, si renderà conto che tale modifica non era stata mai oggetto di approvazione, salvo che nel testo finale dove, ovviamente, la cosa è sfugigita ai più.

Personalmente non grido allo scandalo, ma penso che sia un occasione persa per mantenere un rapporto di “fiducia” con i cittadini. Quello che mi stupisce è invece che tanti colleghi si siano scagliati contro la mia proposta bollandola come “demagocica”, “antipolitica” o “inutile” perchè guardava alla forma e non alla sostanza dell’attività del Consigliere (come se la “sostanza” potesse essere mai misurata in qualche modo ai fini del rilscio del gettone …)

Qui di seguito pubblico il verbale della seduta del 19 marzo scorso, in modo che tutti possano leggere i variopinti commenti dei vari consiglieri e giudicare con la propria testa.

Io mi esimo da ogni commento, salvo il fatto di rilevare che, per un gruppo di maggioranza, è controindicato diminuire il tempo di permanenza obbligatoria in aula perchè i Consiglieri sono meno invogliati a rimanere fino al termine della seduta, dove spesso si votano le delibere più complesse. E, infatti, il buon osservatore dei lavori di questa consiliatura, si renderà conto che è accaduto più di una volta che la maggioranza non avesse i numeri per votare alcune delibere (in particolare i regolamenti che richiedono una maggioranza qualificata) e che gli assenti sono rivelati quasi sempre gli stessi.

In fin dei conti bisogna capire, in politica, se è più insidiosa la demagogia o l’ “infedeltà” …

LEGGI documento VERBALE SEDUTA 19/3/2013

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20 Marzo 2013

Gettoni più facili per i consiglieri.

COMUNE. Accordo in aula ma c’è lo strappo di Dore (Idv): bocciato il suo emendamento “anticasta”. Voto quasi unanime: basterà metà seduta per avere il compenso.

Per incassare il gettone di presenza si dovrà assistere ad almeno metà riunione di Consiglio comunale. Lo prevede il nuovo regolamento dell’aula approvato (con 35 voti a favore e 2 astenuti) ieri sera a Palazzo Bacaredda. E il dettaglio non è privo di significato, visto che le norme precedenti prevedevano invece l’obbligo di partecipare ai due terzi della seduta, e l’argomento ha tenuto banco per tutta la sera nei corridoi del Municipio e pure durante una lungo quanto acceso incontro fuori dall’aula tra i capigruppo. Da una parte il consigliere dell’Idv Giovanni Dore, che nonostante abbia guidato per mesi la commissione Statuto – che ha approvato all’unanimità il testo discusso ieri – si è dichiarato contro la modifica dell’articolo 30 (quello che regola il gettone) e ha presentato un emendamento per ripristinare la vecchia norma. Dall’altra quasi tutto il Consiglio – Pd e Pdl in testa -, che non ha per nulla apprezzato la scelta di Dore di minare l’unanimità delle decisioni, particolarmente gradita quando si votano regolamenti e statuti. Il capogruppo dell’Idv (che ultimamente non ha nascosto le proprie simpatie per il Movimento 5 stelle) ha spiegato: «È vero che si è cercato di lavorare cercando l’unità su tutto. Ma su questo punto l’accordo è stato raggiunto quando io non ho partecipato alla riunione della commissione. E, faccio mea culpa, mi sono accorto solo dopo che nel testo licenziato c’era questa modifica». Insomma: scenderà il tempo minimo per percepire il gettone. Anche se, come hanno fatto notare esponenti di maggioranza e opposizione, dal conto verrà esclusa la durata del question time, cioè delle interrogazioni che verranno discusse all’inizio della seduta e per cui non sarà necessario il numero legale. Secondo quasi tutti questo vuol dire che il tempo dedicato da ogni consigliere all’aula sarà più o meno lo stesso. Dore ha invece sottolineato che questo «diminuirà perché ci saranno meno vincoli». Quasi a senso unico gli interventi: «Quello che produciamo per la città non può essere quantificato con percentuali di presenza in aula», ha detto il capogruppo Pd Davide Carta. «Nessuno di noi fa parte di una casta, il mio guadagno da consigliere è di 350 euro al mese», ha detto il collega del Pdl Giuseppe Farris. Per il socialista Mondo Perra, l’emendamento proposto da Dore «non sarebbe dovuto venir fuori, visto che abbiamo discusso per mesi in commissione». C’è chi, come Pierluigi Mannino ha attaccato Dore: «Qualcuno crede di recuperare credibilità così», e chi (Claudio Cugusi) ha votato «orgogliosamente» contro l’emendamento proposto dal capogruppo Idv. Che è stato bocciato con 28 no, 8 astenuti e 3 sì (oltre Dore, Secchi e Casu). Tutto questo durante una seduta che ha rischiato di saltare per via dell’astensione dagli straordinari dei dipendenti comunali, a cui ieri hanno aderito tutti i funzionari che seguono solitamente i lavori del Consiglio. E così niente servizio di streaming su internet della riunione, fuori uso anche il conteggio elettronico dei voti. L’assessore al Personale Luisa Sassu ha preferito non commentare l’astensione «in attesa della riunione insieme al Prefetto», ma si è detta «sempre aperta al dialogo con i sindacati».

da L’UNIONE SARDA (Michele Ruffi)

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Scontro sui gettoni in consiglio, il Pd: Dore fa demagogia, votiamo contro.

Nuovo regolamento del Consiglio comunale, bocciato clamorosamente l’emendamento sul gettone di presenza, presentato dal consigliere Giovanni Dore. Dopo il licenziamento all’unanimità del regolamento in commissione Statuto e Regolamenti, l’esponente di Italia dei Valori chiedeva il ripristino della presenza nelle sedute del Consiglio per due terzi della durata, per poter avere diritto al gettone di presenza, così come era previsto prima. Il regolamento approvato dalla Commissione Statuto, nella seduta del 7 febbraio 2013, riguardo al diritto di gettone di presenza  recita infatti : ” per la effettiva partecipazione dei consiglieri si intende la permanenza in aula per almeno metà  della durata della seduta”. Dore voleva in sostanza il ripristino dei due terzi di presenza in aula, ritenendolo “un principio che andava conservato”. Ma l’emendamento è stato duramente attaccato, in primis dal Partito Democratico che unito ha votato contro. “Si tratta di pura demagogia – ha precisato Claudio Cugusi Pd, nel suo intervento in Consiglio comunale – Non è così che si misura la qualità e la quantità del lavoro comunale”. “È assurdo che un tema licenziato all’unanimità dalla commissione – ha aggiunto Fabrizio Rodin, Pd – possa essere poi oggetto di emendamenti proprio da parte del vicepresidente della stessa  commissione”. “Tutte le opinioni contrarie al regolamento – ha affermato Raimondo Perra dei socialisti – sarebbero dovute venire fuori durante i lavori di commissione e non in Consiglio comunale”. Bocciato quindi l’emendamento di Dore con 28 voti contrari, di cui 13 del Pd, 8 astenuti tra cui il sindaco Zedda, Enrico Lobina di Federazione della Sinistra e Sebastiano Dessì di Sel. E 3 soli favorevoli: Giovanni Dore e Ferdinando Secchi di Italia dei Valori, e Paolo Casu del Partito Sardo d’Azione.

da CASTEDDU ONLINE (F.Lai)

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Comune, in aula è polemica sul gettone: ora per averlo basta metà seduta.

Approvato il nuovo regolamento del Consiglio comunale: per guadagnare il gettone è sufficiente il 50 % della seduta, bocciato un emendamento dell capogruppo Idv Dore che chiedeva di aumentare il tempo minimo di presenza. D’accordo Pd e Pdl.

Alle sedute del Consiglio comunale per ricevere l’obolo da 75 euro lordi ai consiglieri basterà partecipare a metà seduta, dopodiché si potrà anche disertare l’aula. È stato deciso ieri a Palazzo Bacaredda durante una seduta agitata dalla protesta dei dipendenti comunali e alla quale hanno assistito i gestori dei chioschi del Poetto, in Municipio per sentir parlare di ben altro. Dopo un dibattito in commissione Statuto, durato mesi, che aveva portato a un via libera all’unanimità, a seguito di una discussione di due ore ieri è stato affossato un emendamento presentato dal capogruppo Idv, Giovanni Dore, che chiedeva di riportare il tempo di “effettiva partecipazione” necessario a due terzi della seduta, così come previsto finora. “Non solo – protesta Dore – le interrogazioni saranno fuori dall’orario conteggiato ai fini della durata della seduta, con uno sconto di un’altra mezz’ora”.

Contrari Pd e Pdl: “Dobbiamo concentrarci sulla qualità del dibattito – afferma il capogruppo Pd Davide Carta – non credo che un 10% di tempo in più o in meno faccia la differenza”. Dello stesso avviso Giuseppe Farris del Pdl che precisa: “nessuno in quest’aula può essere considerato fare parte della casta. Personalmente dedico all’attività di consigliere dalle quattro alle cinque ore al giorno oltre diversi fine settimana per 350 euro al mese”. E Alessio Mereu(Riformatori): “L’impegno non si misura con l’orario, la casta non è qui dentro ma altrove”. La votazione in Consiglio ha visto l’astensione di Sel(il sindaco Zedda, Ghirra, Giorgio Cugusi e Dessì), diVargiu (Riformatori), Petrucci (Meglio di prima non ci basta), Lobina (Fds), e del presidente del Consiglio, Ninni Depau. A favore assieme a Dore soltanto il collega di partito Ferdinando Secchi e Paolo Casu: “Come consigliere comunale il mio dovere è quello di rimanere in aula dall’inizio alla fine” afferma il consigliere del Psd’Az. Il dibattito si è concluso con 28 voti che hanno bocciato l’emendamento, 8 astenuti, e 3 favorevoli. Infine è stato approvato l’intero regolamento: tutti favorevoli eccetto due astenuti.

da CAGLIARIPAD (Andrea Deidda)

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Gettoni. La beffa della mezza seduta in aula.

Una dimostrazione di impegno per il bene della città, a prima vista. Ma se si mettono a confronto le carte, il risultato è opposto. L’articolo 30 della bozza del nuovo regolamento del consiglio comunale prevede i 75 euro del gettone di presenza solo se il consigliere resta in aula per almeno metà seduta. «Effettiva partecipazione», si legge, che può essere verificata dal presidente dei lavori. Nel vecchio regolamento, datato 2008, invece, si legge: «Per effettiva partecipazione si intende la partecipazione ad almeno due terzi della durata delle riunioni». Traduzione: con le nuove regole, i consiglieri si tagliano un bel 16 per cento di “doveri ”, e possono lasciare a metà una commissione o una seduta di Consiglio, con la certezza di avere in tasca l’obolo. Un particolare sfuggito a molti, martedì scorso, quando è stato discusso il documento della commissione Statuto. Consiglieri di maggioranza e minoranza hanno speso quasi sempre parole di elogio verso questo o quel punto del testo. «Maggiore considerazione per ogni consigliere», «piena volontà di snellire i lavori dell’au – la», solo alcune tra le frasi risuonate martedì a palazzo Bacaredda. Il presidente del Consiglio Ninni Depau ha benedetto «gli inciuci tra maggioranza e minoranza, quando sono per il bene dei cittadini». La carta deve essere approvata martedì. Il vice presidente della commissione Statuto Giovanni Dore (Idv) presenta un emendamento per lasciare a due terzi la permanenza utile per il gettone: «Nessun problema, ne discutiamo in commissione martedì, prima dell’aula. Forse c’è stato un fraintendimento sul punto, in mia presenza non ricordo si fosse proceduto alla riduzione dei tempi della permanenza in aula. Forse la commissione si è espressa nelle pochissime volte in cui non ero presente».

da SARDEGNA QUOTIDIANO (P. R.)

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