I soldi in agricoltura – un comunicato di Sardegna sostenibile e sovrana.

FONDI COMUNITARI ALL’AGRICOLTURA, IL BLUFF DI CAPPELLACCI: PIU’ SOLDI ALL’AGRICOLTURA ISOLANA MA SOLO PERCHE’ LA REGIONE IMPEGNA SUE RISORSE ED E’ ASSENTE ALLE TRATTATIVE CON LO STATO.

Cagliari, 17 febbraio 2014

Più soldi per l’agricoltura sarda, ma solo perché la Regione (assente da tutti i tavoli nazionali epriva di peso politico a Roma) è stata costretta a impegnare risorse dal suo bilancio per far fronte al disimpegno dello Stato. È solo l’ultimasconfitta, in ordine di tempo, della giunta Cappellacci che magari verrà spacciata come un grande risultato, ma i fatti sono inoppugnabili.

“E’ vero che alla Sardegna sono stati assegnati circa 16 milioni di euro di fondi in più rispetto al periodo 2007/2013, è altrettanto vero che lo Stato ha partecipato al cofinanziamento necessario per accedere a queste risorse con 144 milioni di euro in meno e dunque la Regione dovrà, con le risorse del proprio bilancio, aggiungere quasi 107 milioni di euro per poterusufruire dei fondi comunitari”, afferma Alfonso Orefice dell’associazione Sardegna Sostenibile e Sovrana.

La vicenda si è sviluppata in questo modo.

Con l’approvazione del Regolamento n. 1305 del 17 dicembre 2013 da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea è entrata nel vivo la fase di programmazione delle risorse finanziarie del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR). Il primo adempimento è costituito dalla ripartizione delle risorse fra le regioni della dote assegnata con il citato regolamento all’Italia per gli anni 2014/2020. Si tratta di un importo che ammonta a poco meno di dieci miliardi e mezzo di euro e che registra un incremento di circa un miliardo e 450 milioni di euro rispetto all’importo messo a disposizione nel settennio 2007/2013 (circa nove miliardi).

Le risorse del FEASR rispondono al criterio del cofinanziamento e le altre fonti finanziarie sono lo Stato (attraverso il Ministero dell’Economia) e la Regione. Nel precedente periodo (2007/2013) la Regione Autonoma della Sardegna, a seguito di un negoziato durissimo, era riuscita ad avere (sui nove miliardi di fondi FEASR destinati all’Italia) 574 milioni 899 mila euro, e come cofinanziamento da parte dello Stato circa 620 milioni di euro. Il cofinanziamento a carico della Regione Sardegna invece ammontava a circa 97 milioni di euro. Quindi le risorse disponibili derivanti dalle tre fonti di cofinanziamento toccavanoun miliardo 292milionie 253 mila euro.

Nella tabella vengono confrontate le risorse finanziarie ripartite fra le tre fonti di cofinanziamento.

Ora emerge che vengono assegnati alla Sardegna complessivamente circa 153 milioni di euro in più rispetto al periodo 2007/2013, ma anche che lo Stato partecipa con 144 milioni di euro in meno e la Regione dovrà, con le risorse del proprio bilancio, aggiungere circa 107 milioni di euro.

In buona sostanza, i 16 milioni di euro in più che costituiscono l’incremento della dotazione totale del periodo 2014/2020 rispetto al 2007/2013, costano alla Regione circa 107 milioni di euro.

“Era ineluttabile che andasse così nonostante una dotazione di fondi comunitari più alta? È andata così anche per le altre regioni? No, non era ineluttabile né è andata così per le altre regioni”, afferma Orefice. “Soprattutto quelle del nord hanno avuto capacità negoziale diversa ed hanno portato a casa maggiori risorse. Le regioni hanno deciso sotto il coordinamento del ministero dell’Agricoltura e gli assessori assenti hanno torto per definizione. Le conseguenze le pagheranno i sardi, agricoltori e non, perché il già magro bilancio regionale sarà ulteriormente gravato da somme che potevano essere poste a carico dello Stato”.

Sul sito della Conferenza Stato-Regioni si legge che l’accordo è stato ratificato nella seduta pomeridiana del 16 gennaio. Quindi ormai nulla è rimediabile.

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