L’isola in Europa con tre mosse.

di Giovanni Dore

PROPOSTE PER UN NUOVO CORSO

Tra poco più di due mesi si terranno le elezioni europee. Che le decisioni assunte a Bruxelles fossero le più importanti a livello di geopolitica e in ambito eonomico, alcune nazioni lo hanno scoperto da almeno un ventennio.

In Italia si è sempre preferito concentrarsi sulle vicende interne nella convinzione che il vero potere si potesse esercitare entro i confini nazionali. Ma il disastroso epilogo del governo Berlusconi e la crisi attraversata durante i governi Monti e Letta, dovrebbero averci impartito una sonora lezione.

La Sardegna ha seguito l’andazzo nazionale e così, mentre i giovani sardi si cimentavano – spesso con successo – in un contesto internazionale, la politica locale subiva diktat o semplici decisioni comunitarie con il piglio ondigavo talora di “Alice nel paese delle meraviglie” e talaltra del “miles gloriosus”: ma sempre perdente.

C’è il concreto rischio di andare a votare alle europee con la normativa attuale che – prevedendo un collegio unico tra Sicilia e Sardegna – determinerà l’elezione di soli rappresentanti siciliani. Ciò in palese contrasto con la ripartizione proporzionale dei collegi sulla base della popolazione che assegnerebbe alla Sardegna almeno due seggi.

Non ci resta che confidare nei “nuovi” ai quali chiediamo tre impegni: ai parlamentari sardi, che si attivino per ottenere la divisione del collegio tra Sicilia e Sardegna, minacciando le proprie dimissioni in blocco.

Ai consiglieri regionali e al presidente Pigliaru, che modifichino la legge 1 del 1977 che definisce le competenze degli assessorati, ignorando la materia. Senza aumentarne il numero, sarà sufficiente accorpare due deleghe – lavori pubblici e trasporti – , per istituire l’assessorato alle politiche comunitarie ed ai rapporti internazionali. Ai candidati alle Europee, che assumano l’impegno ad astenersi dal competere per altre cariche fino alla cessazione del mandato.

da L’UNIONE SARDA (di Giovanni Dore – consigliere comunale in Cagliari)

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3 thoughts on “L’isola in Europa con tre mosse.

  1. Collegio Europeo per la Sardegna. Appello al Presidente Pigliaru
    13 MARZO 2014
    Il Parlamento europeo verrà rinnovato il prossimo giugno attraverso l’elezione dei suoi 785 eurodeputati che saranno i portavoce di 492 milioni di cittadini. Dopo quello indiano, con i suoi 342 milioni di votanti, quello europeo è il secondo parlamento più grande del mondo. Al suo interno vengono prese importanti decisioni che riguardano la vita di tutti noi. Già oggi un meccanismo decisionale come la codecisione, la quale è divenuta la procedura legislativa ordinaria, conferisce lo stesso peso al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione in numerosi ambiti (ad esempio, trasporti, ambiente, protezione dei consumatori, ecc.). I due terzi delle leggi comunitarie sono adottate congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

    Gli elettori italiani eleggono 73 deputati al Parlamento europeo. L’elezione avviene con sistema proporzionale ed è possibile esprimere il voto di preferenza per singoli candidati. Il territorio è diviso in cinque circoscrizioni elettorali: Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud, Isole; ciascuna circoscrizione elegge un numero di deputati proporzionale al numero di abitanti risultante dall’ultimo censimento della popolazione. L’assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni è effettuata, con decreto del Presidente della Repubblica da emanarsi contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi elettorali.

    L’accorpamento in un’unica circoscrizione di Sardegna e Sicilia non permetterà al popolo sardo di eleggere un proprio europarlamentare in quanto i siciliani sono più numerosi di noi. E questo lo sappiamo tutti. Il nostro voto non varrà niente e a Strasburgo andranno solo deputati siciliani, come ormai accade da trentanni. Chiediamo pertanto al governo Italiano e al Parlamento il varo di un provvedimento urgente ad hoc che permetta lo scorporo della Sardegna dalla circoscrizione Sicilia-Sardegna, con la creazione di un “collegio” sardo quindi di un’ulteriore circoscrizione.

    L’istituzione della circoscrizione Sardegna non è una questione di parte. Si tratta invece di un problema che attiene alla qualità della democrazia, sul quale vi è stata una notevole convergenza tra le varie forze politiche, come dimostrano le diverse proposte di legge presentate e il dibattito in corso in Sardegna.

    Chiediamo al neo Presidente della Regione Prof. Francesco Pigliaru di avviare con i parlamentari sardi il confronto per chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri Dr. Matteo Renzi di proporre al Governo un provvedimento urgente ad hoc che consenta lo scorporo della Sardegna dalla circoscrizione Sicilia-Sardegna, con la creazione quindi di un’ulteriore circoscrizione, da approvare in tempo utile per le prossime consultazioni elettorali europee.

    Sarebbe un atto dovuto in vista di una migliore definizione del rapporto diretto che la Sardegna può e deve avere con le istituzioni europee, perché la nostra isola, stante la sua condizione di insularità e di regione portatrice di originali valori storici linguistici e culturali, non può e non deve essere rappresentata da soli due parlamentari. Questa è infatti la rappresentanza che scaturirebbe dall’accoglimento della proposta che formuliamo e che appare comunque del tutto inadeguata: si pensi che Malta (benché stato sovrano) con appena 400 mila abitanti è rappresentata da ben 6 eurodeputati.

    Per queste ragioni, lo scorporo costituisce solo la prima tappa di una iniziativa politica forte che dovrà portare la Sardegna ad avere una rappresentanza adeguata nel Parlamento europeo, con un proprio collegio autonomo e rappresentativo, distinto dalla rappresentanza numerica italiana.

    Cagliari, 12 marzo 2014

    Pierluigi Marotto
    Presidente associazione Sardegna Sostenibile e Sovrana

    Luca Pizzuto
    Coordinatore regionale Sinistra Ecologia e Libertà

    Franciscu Sedda
    Segretario nazionale Partito dei Sardi

    Gavino Sale
    Presidente Irs-Indipendentzia Repubrica de Sardigna

    Salvatore Lai
    Portavoce Sardegna Pulita

  2. Le reazioni alla bocciatura del collegio sardo. Vargiu (Riformatori): “Pd e Fi con quale faccia chiederanno i voti”.

    Dure reazioni della politica sarda alla bocciatura degli emendamenti, stamane in Senato, che proponevano l’istituzione del collegio Sardegna in vista delle Europee 2014. I provvedimenti, proposti coon testo pressocché identico, erano stati presentati da Mauro (Scelta civica), Lai (Pd), Cotti (M5S) e Calderoli (Lega). Ad affossare gli emendamenti, il voto contrario di Pd, Forza Italia e Nuovo centrodestra.

    “Renzi e Berlusconi, come i ladri di Pisa: di giorno fingono di litigare, ma i loro partiti sono d’accordo al Senato – ha tuonato il deputatoPierpaolo Vargiu (Riformatori sardi) – nell’affossare l’emendamento alla legge sulle elezioni europee, presentato da Mario Mauro, ex ministro della Difesa, che avrebbe consentito alla Sardegna di votare ed eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo. Chi voleva conoscere i nomi dei killer della rappresentanza sarda in Europa, è accontentato: Partito Democratico e Forza Italia (con annesso Alfano) hanno votato contro i sardi e contro la Sardegna. Con quale coraggio verranno a chiedere i voti dei sardi?”.

    Per il segretario nazionale del Psd’Az Giovanni Colli “è un fatto gravissimo. È giunta l’ora che la Sardegna si ribelli a queste palesi ingiustizie – aggiunge il segretario – e mi rivolgo ai parlamentari sardi affinché siano capaci anche con dure azioni di rottura nei confronti dei loro partiti, di acquisire quella minima capacità contrattuale che è indispensabile per rappresentare adeguatamente gli interessi della Sardegna”.

    “Dimettetevi tutti assieme domani per protesta”, commenta il consigliere comunale di Cagliari Giovanni Dore, “e vediamo se le Camere avranno il coraggio di ratificarle (e allora sarà “guerra” al popolo sardo che rappresentate) o se invece, in un atto di dignità, qualcuno (magari Renzi ?) avrà il coraggio di proporre la modifica che ci è dovuta”.

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