Ospedali Marini è l’ora delle scelte (coraggiose).

di Giovanni Dore.

Non passa giorno che gli esponenti politici, di vario livello, rilascino dichiarazioni sulle possibilità di ri-utilizzo del vecchio Ospedale Marino, che invece giace sulla spiaggia dei cagliaritani come una ferita aperta, simbolo dell’ignavia e della lentezza che troppo spesso caratterizza l’agire della macchina pubblica.

La sensazione è che chi ha il compito di occuparsi di questo bene preferisca sognare ad occhi aperti, piuttosto che tentare di porre fine a questa vicenda, anche perchè – dopo la sentenza del TAR di qualche giorno fa – le chiacchiere “stanno a zero”: infatti i giudici amministrativi hanno intimato alla Regione di concludere il procedimento amministrativo conseguente all’aggiudicazione definitiva del “rudere” alla Prosperius per farne un centro di alta riabilitazione, procedendo poi al relativo accreditamento sanitario (ritenuto implicito nel progetto). Inutile ricordare che gli oneri di tale accreditamento ricadranno inevitabilmente sul già derelitto bilancio regionale e che nel periodo trascorso dalla data messa a bando del vecchio Marino a quella odierna è cambiato il mondo: la scelta di un presidio sanitario (a mio avviso comunque sbagliata) dell’epoca era “giustificata” dalla prossimità col “nuovo” Marino (che invece presto verrá trasferito); nuove (ed ingiustificate) spese sanitarie cozzano perfino contro i principi costituzionali del fiscal compact; ma soprattutto la città di Cagliari si è finalmente scoperta cittá turistica anche grazie alla scoperta del “gioiello” di un Poetto finalmente ristrutturato e pedonalizzato.

Quindi, se l’amministrazione regionale è in grado di trasfondere queste argomentazioni in un atto amministrativo di revoca di aggiudicazione del bando, vi proceda con tempestività. Altrimenti si taccia e si dia subito il via libera al centro di riabilitazione.

Una soluzione (anche per i costi del possibile indennizzo da versare alla Prosperius) la propongo pubblicamente: con la revoca dell’aggiudicazione, si metta subito a bando l’affidamento per 70 anni non solo del “vecchio”, ma di entrambi gli Ospedali Marini (per evitare che anche il “nuovo”, una volta chiuso, divenga “monumento all’incuria”) per la realizzazione di quel grande sistema alberghiero sul mare che a Cagliari manca “come il pane” e potrebbe diventare volano unico di attrazione nel contesto (unico tra le città in Europa) ambientale e sportivo del poetto, del parco di Molentargius e dell’ippodromo.

E sono sicuro sia che l’importo dei canoni da riscuotere sarebbero superiori a quello dell’eventuale risarcimento da versare all’impresa aggiudicataria del vecchio bando, sia che le generazioni future “incoroneranno” l’autore di tale scelta coraggiosa come l’eroe dello sviluppo economico della nuova cittá metropolitana di Cagliari.

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4 thoughts on “Ospedali Marini è l’ora delle scelte (coraggiose).

  1. Rebus Marino, Giovanni Dore: “Subito il centro di riabilitazione”.

    Nuovo dibattito in Consiglio Comunale sul caso infinito del vecchio ospedale Marino.

    Oggi nuovo dibattito in Consiglio Comunale ed approvazione dell’ennesimo ordine del giorno per sbloccare la situazione dell’ospedale Marino. “Non passa giorno che esponenti politici, di vario livello, rilascino dichiarazioni sulle possibilità di riutilizzo- afferma Giovanni Dore.
    La sensazione è che chi ha il compito di gestire la cosa pubblica preferisca sognare ad occhi aperti, piuttosto che tentare di porre fine a questa vicenda, anche perchè, dopo la sentenza del TAR di qualche giorno fa, le chiacchiere ‘stanno a zero’: infatti i giudici amministrativi hanno intimato alla Regione di concludere il procedimento amministrativo conseguente all’aggiudicazione definitiva del “rudere” alla Prosperius per farne un centro di alta riabilitazione, procedendo poi al relativo accreditamento sanitario. Inutile ricordare che gli oneri di tale accreditamento ricadranno inevitabilmente sul già derelitto bilancio regionale.
    Quindi, se l’amministrazione regionale ritiene di aver cambiato idea o che vi siano motivi per revocare l’aggiudicazione, proceda in tal senso ma si prepari a stanziare i fondi per il probabile risarcimento che chiederà l’imprenditore aggiudicatario. E’ una scelta difficile, ma va presa con coraggio e tempestività. Altrimenti si taccia e si dia il via libera al centro di riabilitazione”. Dore propone di revocare l’aggiudicazione e di mettere al bando l’affidamento per 70 anni di entrambe le strutture del Marino per la realizzazione di un sistema alberghiero sul mare che manca a Cagliari.

    da CASTEDDU ONLINE (A.Deidda)

  2. Dore: “al posto degli ospedali bando per due grandi hotel”.

    Vargiu: «Una casa di cura al Poetto? Delitto contro il buon senso»

    La proposta del consigliere comunale di “Sardegna Pulita” Giovanni Dore: «Due alberghi dove ora svettano il vecchio e il nuovo ospedale Marino». Ma anche la sconsolata considerazione di Pierpaolo Vargiu, candidato sindaco di “#CA_mbia CA_gliari”: «Pensare a una casa di cura privata nel rudere dell’ex casa di cura è un delitto contro il buon senso». Sul futuro immediato dell’ospedale che agonizza sulla spiaggia del Poetto s’infittiscono i suggerimenti e le idee per un uso appropriato, in linea con le attese della città. Dopo il pronunciamento del Tar, che ha intimato alla Regione di decidere entro il 29 febbraio sulla firma del contratto di aggiudicazione a favore della società fiorentina Prosperius (che intende realizzare un centro di recupero medico), e la proposta del presidente della commissione regionale Sanità Mondo Perra («Convinciamo la Prosperius a realizzare un albergo»), l’altra sera in Consiglio è stato approvato l’ordine del giorno proposto da Paolo Casu (candidato sindaco di “Insieme Onestamente per Cagliari”) che chiede chiarezza su tempi, modi e protagonisti del rilancio della struttura. Giovanni Dore, intervenuto nel dibattito, è sferzante: «Non passa giorno che gli esponenti politici, di vario livello, rilascino dichiarazioni sulle possibilità di ri-utilizzo del vecchio Marino, che invece giace sulla spiaggia dei cagliaritani come una ferita aperta, simbolo dell’ignavia e della lentezza che troppo spesso caratterizza l’agire della macchina pubblica».

    LA REALTÀ La sensazione dell’avvocato-consigliere: «Chi ha il compito di occuparsi di questo bene sembra preferire sognare ad occhi aperti». Uno sguardo alla realtà: «Cagliari è cittá turistica anche grazie alla scoperta del “gioiello” di un Poetto finalmente ristrutturato e pedonalizzato. Quindi, se l’amministrazione regionale è in grado di trasfondere queste argomentazioni in un atto amministrativo di revoca di aggiudicazione del bando alla Prosperius, vi proceda con tempestività. Altrimenti si taccia e si dia subito il via libera al centro di riabilitazione».

    La soluzione (“anche per i costi del possibile indennizzo da versare alla Prosperius”), Dore la propone pubblicamente: «Con la revoca dell’aggiudicazione, si metta subito a bando l’affidamento per 70 anni non solo del vecchio, ma di entrambi gli ospedali Marini – per evitare che anche il nuovo, una volta chiuso, divenga monumento all’incuria – per la realizzazione di quel grande sistema alberghiero sul mare che a Cagliari manca, e potrebbe diventare volano unico di attrazione nel contesto ambientale e sportivo del Poetto, del parco di Molentargius e dell’ippodromo».

    #CA_MBIA Vargiu va giù duro: «Una casa di cura privata sulla spiaggia è un vero sfregio a Cagliari. Pigliaru e Zedda hanno ribadito che l’ex Marino deve diventare un albergo. Ora, dopo il pronunciamento del Tar, sembra ricominciare il solito scaricabarile. È ridicolo perdere ancora tempo: si proceda a definire il contenzioso con la Prosperius, consapevoli che, senza le convenzioni, è assai probabile che nessuno sia così matto da realizzare la casa di cura».

    Pietro Picciau

  3. Poetto, addio agli ospedali. La proposta: “Meglio due alberghi sul mare”

    Due alberghi fronte mare al posto del vecchio e nuovo ospedale Marino. La proposta arriva dal consigliere di Sardegna Pulita, Giovanni Dore.

    CAGLIARI - Si riaccende il dibattito sul futuro dell’ex ospedale Marino, con una novità. La politica ora dovrà fare i conti con la dismissione del “nuovo” ospedale, quello che ancora oggi funziona come tale: la riforma sanitaria regionale prevede infatti la dismissione del polo sanitario. Dunque sulla spiaggia dei cagliaritani, se le ultime vicende insegnano, il rischio di avere due immobili vuoti è reale. Una proposta, in attesa del pronunciamento della Regione obbligata dal Tar a decidere entro febbraio sul contratto della Prosperius, arriva da Giovanni Dore (Sardegna Pulita). “Le chiacchiere stanno a zero – scrive il consigliere –  i giudici amministrativi hanno intimato alla Regione di concludere il procedimento amministrativo conseguente all’aggiudicazione definitiva del “rudere” alla Prosperius per farne un centro di alta riabilitazione, procedendo poi al relativo accreditamento sanitario. Inutile ricordare che gli oneri di tale accreditamento ricadranno inevitabilmente sul già derelitto bilancio regionale”. Le ipotesi a questo punto sarebbero due: “Se l’amministrazione regionale ritiene di aver cambiato idea o che vi siano motivi per revocare l’aggiudicazione, proceda in tal senso ma si prepari a stanziare i fondi per il probabile risarcimento che chiederà l’imprenditore aggiudicatario”. In alternativa “si taccia e si dia il via libera al centro di riabilitazione”.

    A questo punto ecco la proposta: “Si revoca l’aggiudicazione, ma si mette a bando l’affidamento per 70 anni non solo del “vecchio”, ma di entrambi gli Ospedali Marini per la realizzazione di quel grande sistema Alberghiero sul mare che a Cagliari manca ‘come il pane’. E sono sicuro che l’importo dei canoni da riscuotere sarebbero ben superiori a quello del risarcimento che si dovrà sostenere”.

  4. Pingback: Ex Marino, il Tar mette all'angolo la Regione: decida a febbraio

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