Ryanair, battaglia sulle deroghe.

Ancora l’Europa. Sul salvataggio del matrimonio tra la Ryanair e la Sardegna aleggia di nuovo il fantasma degli aiuti di Stato. Perché la deroga sull’aumento dell’addizionale comunale, messa nel mirino dalla compagnia irlandese e indicata come principale responsabile dell’addio all’aeroporto di Alghero, potrebbe essere interpretata come una agevolazione in grado di alterare il mercato del trasporto aereo. A Roma il ministero delle Infrastrutture sta studiando il caso dopo aver ascoltato le richieste della Giunta regionale. Ma tutte le strade sembrano portare a Bruxelles. «Escludere la Sardegna dall’aumento delle tasse potrebbe essere catalogato come un aiuto indiretto alle compagnie. Si tratterebbe di un benefit territoriale, destinato in prima battuta ai cittadini, ma i riflessi e i benefici si avrebbero sui vettori. Non è un caso che sia proprio la Ryanair a chiedere una misura di questo tipo», spiega Giovanni Dore, avvocato esperto di diritto comunitario.

I TEMPI Il probabile vaglio europeo è destinato a incidere sui tempi di entrata in vigore dello “sconto” destinato alla Sardegna. Le procedure sono dettate rigidamente da un regolamento del 1999 (il 659), che impone la notifica del provvedimento all’Unione europea. Un passaggio che sospende gli effetti. Se a Bruxelles la norma non viene giudicata un aiuto di Stato, la commissione può dare il via libera al governo italiano entro 30 giorni. Altrimenti, se viene ritenuto un aiuto, servono almeno due mesi per decidere se autorizzarlo o meno. «In un caso come questo il sospetto di aiuto è sicuro», dice Dore. Potrebbe andare ancora peggio se i commissari decidessero di aprire un procedimento di indagine formale: i tempi si dilaterebbero fino a 18 mesi. E allora addio Ryanair. «Nella migliore delle ipotesi, per autorizzare un provvedimento di questo tipo potrebbero servire due o tre mesi. Prima il governo deve stendere il testo della norma, poi iniziano le procedure di notifica. Solo dopo entrano in ballo i termini indicati dal regolamento europeo».

LA GIUNTA La Giunta regionale in realtà spera di portare a casa il risultato molto prima. E non ritiene che l’Europa possa inserire il provvedimento tra gli aiuti di Stato: «Non ci sarebbe nessun vantaggio a favore di un’impresa. Perché di un eventuale sconto delle tasse godrebbero i cittadini e, indirettamente, tutti i vettori che operano nell’Isola. Non sarebbe un favore ad uso e consumo di Ryanair, ma il riconoscimento dell’insularità e della necessità di politiche specifiche per la Sardegna», taglia corto l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana.

GOVERNO Da superare ci sarebbero anche alcuni ostacoli politici. Come giustificare di fronte alle altre regioni uno sconto dedicato solo alla Sardegna? A parte il caso di Alghero e la riduzione dei collegamenti con Cagliari, Ryanair ha deciso di chiudere anche la base a Pescara e ha annullato tutti i voli per Crotone. Ma la risoluzione europea sul riconoscimento dell’insularità – approvata giovedì scorso – potrebbe aver spianato la strada a un provvedimento di questo tipo. Non è un caso che la Giunta sia abbastanza fiduciosa sull’ottenimento della deroga, che vale poco più di 16 milioni di euro all’anno, calcolati su un bacino di 6,5 milioni di passeggeri in partenza dall’Isola.

LE TASSE CHE PAGHIAMO In pratica dall’addizionale comunale, che costituisce la parte più sostanziosa (9 euro in tutto) del groviglio di imposte collegate ai biglietti aerei, verrebbero tolti i 2,5 euro (fino all’anno scorso erano 3 euro, e sono destinati a calare a 2,34 euro entro il 2018) che vanno a confluire nel fondo di sostegno al trasporto aereo. Da qui l’Inps attinge le risorse con cui integra la cassa integrazione e gli assegni di mobilità delle compagnie aeree e delle società di gestione aeroportuale. Le risorse maggiori vanno ad Alitalia. Poi ci sono i dipendenti degli scali milanesi. E i piloti e gli assistenti di volo di Meridiana, compagnia destinata a rimanere aggrappata al fondo ancora per qualche anno, visto che l’intesa con la Qatar Airways prevede circa 900 esuberi.

da L’UNIONE SARDA (M. Ruffi)

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